lunedì 26 settembre 2016

Pensavo di essere libero e invece NO.

Pensavo di essere libero ma non era vero.
Pensavo che la mia felicità non dipendesse dal giudizio altrui e ahimè, non era vero.
La parte più superficiale di me ne era convinta, “il giudizio degli altri mi è del tutto indifferente”, la mia strada l’ho decisa e quella perseguo, incurante dell’approvazione di chi mi circonda.
Ma, non avevo fatto i conti con il mio essere più profondo, con il mio inconscio che tutto decide e tutto dispone….
Da bambino impari che soddisfare le aspettative altrui è fondamentale, in principio quelle dei tuoi genitori, poi quelle della tua maestra, quelle dei nonni quelle degli amici dei tuoi genitori, di tutti insomma.
Più che essere felice impari a fare felici gli altri, questa è molto spesso la realtà.
Ogni volta che soddisfi le aspettative altrui , tutti ne sono felici, compresi i tuoi genitori e tu bambino, per il quale la loro approvazione è tutto, impari che il giudizio positivo degli altri è tutto, ancor più della tua felicità.
E così impari a sbagliare, per sempre. 
In ogni ambito della tua vita, lavoro, famiglia, amicizie e sentimenti.
Cresci e a livello profondo continui a cercare l'approvazione degli altri e pur rifiutando mentalmente questo aspetto di te stesso, lo segui e lo assecondi, lo fai eccome, perchè il tuo cervello è stato programmato per questo e quindi seppur inconsciamente lo fai. A meno che...
A meno che tu non dia inizio al tuo "risveglio".
Risveglio vuol dire iniziare ad osservare i tuoi comportamenti dall'esterno, capire che non sei la tua mente ma colui che la osserva, riuscendo quindi a distinguere tra atteggiamenti "automatici" e atteggiamenti "voluti", distinzione niente affatto scontata vi assicuro.
Insomma inizi ad Agire e smetti di Reagire. 
E la tua vita cambia, eccome se cambia, diventa completamente un'altra vita.
Smetti di essere passeggero e inizi a essere pilota.
I meccanismi della nostra mente sono sottili, così sottili che molto spesso li seguiamo senza mai accorgercene. 
Ma si può smettere, osservare la propria mente (senza giudicarla o condannarla) è il primo e decisivo passo.
Vi lascio un minuto e mezzo molto significativo tratto dal film "L'attimo fuggente", dateci una occhiata.

https://www.facebook.com/ilmiolibro/videos/10154115145889387/