domenica 17 aprile 2016

Quel muro dentro di noi

Il muro più alto e più drammatico è quello che ognuno costruisce dentro sè stesso.
Nel corso della nostra vita ci creiamo idee precise su chi siamo, su chi dovremmo essere e su come dovremmo comportarci, dopodichè ci rinchiudiamo in questa prigione pretendendo da noi stessi poco meno che la perfezione.
Le mura di questa prigione possono essere così alte da non permettere a nessuno, tantomeno a noi stessi, di aiutarci a uscirne fuori.
Quando poi si confronta la propria esistenza con le proprie (o altrui...) irraggiungibili aspettative si cade inevitabilmente nello sconforto e nella frustrazione.
La (spesso) totale assenza di perdono verso noi stessi, fa il resto.
Invece, proviamo a perdonare noi stessi, per non essere ciò che avremmo dovuto essere e sopratutto per non essere diventati ciò che altri avevano deciso che dovessimo diventare.
Dobbiamo essere semplicemente ciò che siamo, e va benissimo così.
Le aspettative che abbiamo verso noi stessi sono spesso la causa più grande della nostra infelicità semplicemente perchè in realtà sono aspettative che non ci appartengono, che non abbiamo mai deciso autonomamente.
Dobbiamo scoprire quanto di unico ci sia già nella nostra esistenza e valorizzarlo, esternarlo.
Dobbiamo accogliere e rivelare tutto ciò che già esiste ma che ancora è rimasto nascosto, inattivo per troppo tempo.
Insomma, impariamo a essere davvero noi stessi e non delle proiezioni altrui e la felicità esploderà nella nostra vita finalmente liberata dal muro che abbiamo costruito.