Quanta parte della nostra vita la trascorriamo in attesa?
In attesa di un lavoro migliore, di un partner più adatto alle nostre esigenze, che i figli crescano restituendoci i nostri spazi, di una vacanza etc..
È molto comune vivere l'intera vita aspettando in realtà di cominciare a viverla.
L'attesa è uno stato mentale, significa volere il futuro e rinunciare al presente
E il presente, rifiutato, ci risponde...
Con ogni genere di attesa creiamo inconsapevolmente un conflitto tra il momento presente e tutto il resto.
Questo riduce fortemente la qualità della nostra vita.
La gratitudine e la accettazione del momento presente sono la vera prosperità che non può essere in un incerto e inesistente futuro.
Con questo atteggiamento positivo, tale prosperità si manifesta poi in vari modi nella nostra vita.
"Rinunciamo all'attesa come stato mentale, rinunciamo al rumore di fondo del malcontento perpetuo" (Eckart Tolle)
Nel fare questo dobbiamo stare però in guardia: il nostro sé infelice vive di passato e di futuro sa che il momento presente è la sua morte e quindi, sentendosene minacciato, farà il possibile per ostacolarci.
La nostra mente, abituata a governare la nostra vita, non si farà mettere da parte tanto facilmente.
Ma saperlo in anticipo ci aiuterà a tornare sempre nel momento presente quando ci troveremo nei momenti difficili della nostra vita.
Accettiamo dunque il momento presente, sempre e comunque, arrendiamoci ad esso e si apriranno le porte della vera felicità e libertà, ora non in un incerto futuro.