martedì 5 aprile 2016

La forza del perdono.

“Perdona gli altri, non perché essi meritino il perdono ma perché tu meriti la pace”- Buddha
“Esercitare il rancore è come bere veleno sperando che ciò uccida l’avversario” - Nelson Mandela
Il perdono nella nostra cultura viene spesso associato alla debolezza.
Il forte, combatte e sconfigge l’avversario, il debole perdona.
Invece, anche se al nostro Ego tutto questo piace poco, le cose stanno assai diversamente.
Come disse il Mahatma Gandhi, "è il debole che non può perdonare, il perdono è una qualità del forte".
Il nostro Ego, causa di molte delle nostre sofferenze, quando perdoniamo si sente sminuito, debole, in pericolo e quindi cerca in ogni modo di non farci prendere la strada del perdono.
Ma per fortuna noi non siamo il nostro Ego ma siamo coloro in grado di governarlo, di gestirlo, se necessario di annullarlo.
Il forte non ha paura del perdono perché è proprio la sua forza interiore che gli permette di esercitarlo.
Provare rancore e quindi non perdonare (il perdono è l’unico antidoto al rancore) ci tiene ancorati al passato, ci lega alla persona che non perdoniamo, impedendoci di vivere liberamente il momento presente, restiamo ingabbiati.
Non perdonare è come vivere costantemente sotto un cielo nuvoloso, le nuvole (il nostro rancore) impediscono costantemente al sole (la nostra vita) di splendere luminosamente.
Quanto far splendere o meno il nostro cielo dipende quindi da noi, nulla è deciso dagli altri o dalle situazioni esterne.
La scelta di perdonare e liberarsi dal rancore prescinde da quanto accaduto o da chi lo ha fatto accadere, sempre. È una nostra scelta, lo faccio perché merito la pace, come disse il Buddha.
Un aspetto molto importante a cui prestare attenzione è che il mancato perdono può essere anche rivolto a sé stessi e può riguardare qualunque situazione, passata o presente.
Spesso, i giudizi più inflessibili sul nostro operato arrivano proprio da noi stessi infatti. Siamo molto severi e giudicanti con gli altri perchè lo siamo innanzitutto con noi stessi.
Nel momento in cui perdoniamo, abbiamo sconfitto il potere negativo della mente e apriamo e liberiamo la nostra vita.

 “Che cos’è il perdono?" Chiesero al Maestro.
Lui sorrise, prese un sasso, lo posò davanti ai suoi allievi e disse:
"Un violento lo userebbe come arma per fare del male a qualcuno.
Un costruttore ne farebbe un mattone su cui edificare una cattedrale.
Per un viandante stanco sarebbe una sedia per il suo riposo.
L’artista ne scolpirebbe il ritratto della sua musa.
Il distratto ci inciamperebbe.
Un bimbo ne farebbe un gioco.
In tutti i casi la differenza non la fa il sasso ma l’uomo.
Con il perdono l’uomo sceglie di trasformare i sassi della sua vita in amore" concluse il Maestro.
(racconto Sufi)

Il Perdono guarisce la nostra vita, riflettiamoci e agiamo su noi stessi.